Era un freddo 15 dicembre del 1983 e la signorina Francesca Cecconi in una uggiosa serata, chiama il tecnico della caldaia poiché la sua si è improvvisamente rotta e per combattere il terribile freddo invernale non può fare altrimenti. Alla porta dell’avvenente cavallona, si presenta un giovane prestante, alto, bello e con gli occhi azzurri, Alex Pigliapoco.
In questi casi si sa sempre come va a
finire e infatti dopo una pulitina ai tubi e una giratina a qualche vite, i due si ritrovano a letto passando un pomeriggio di fuoco, dal quale nacque il piccolo Matteo (cioè io).
Dopo quella fugace avventura i due non si videro mai più (anche perché Alex venne licenziato e andò a lavorare in Bulgaria come stagnino nella famosa ditta “Ciuky stagnini tappa buchi”), dopo qualche anno la cara Francesca senza un lavoro e indaffarata nel crescere al meglio il piccolo Matteo, alla festa di matrimonio di sua sorella Ambra (che divorzierà dopo 3 giorni), conobbe Davide un bel ragazzo del quale subito si innamorò e dal quale altrettanto subito venne ingravidata, dai quei due minuti e quaranta secondi di passione, nacque Diego Silvio.
Poco tempo fa, viene adottata Prishilla alla quale all’anagrafe viene cambiato il nome in Alice, la bimba dagli occhi azzurri proveniente dalla Romania, ora dorme sotto al letto di Diego Silvio, perché papà Davide spende tutti i suoi averi nei pressi di Marina di Monte Marciano in non si sa bene cosa e non ha abbastanza soldi per comprare un letto ad Alice.
Ma nonostante la forte crisi economica causata dal governo Brodi, la famiglia Gabidon ora risiede in un lussuosissimo appartamento di 45 mq sulla statale sopra ad un call center, con le mattonelle in cotto (prosciutto cotto) e addirittura il riscaldamento centralizzato, ma non sono i soldi che rendono unica la famiglia Gabidon e nemmeno il riscaldamento centralizzato, ma ben si l’amore e l’affetto che reciprocamente si scambiano riempiendo i loro cuori.